Il laser che cura,
non quello che corregge.
PTK e SCTK usano il laser ad eccimeri per rimuovere opacità superficiali e restituire una superficie corneale regolare. In molti casi bastano a evitare o rimandare un trapianto. Il Dott. Luca Pagano è responsabile del Centro Cornea e Trapianti di Cornea di Humanitas.
PTK e SCTK in trenta secondi
Il laser ad eccimeri è lo stesso strumento della chirurgia refrattiva, ma qui l'obiettivo è diverso: non si tolgono diottrie, si toglie ciò che rende la cornea opaca o irregolare. La sigla PTK sta per cheratectomia fototerapeutica; la SCTK ne è l'evoluzione personalizzata.
La SCTK è l'evoluzione della PTK, e la differenza sta tutta in una parola: sequenziale. Nella PTK il laser esegue un'unica ablazione, sostanzialmente uniforme. Nella SCTK il trattamento è guidato dalla topografia di quell'occhio e viene verificato durante l'intervento stesso: si esegue un primo passaggio, si ricontrolla il risultato sul momento e, se la superficie non è ancora regolare, se ne esegue un altro, e poi un altro ancora, fino ad arrivare dove serve.
È tecnicamente più impegnativa, perché richiede più passaggi di ablazione e un controllo continuo in sala: è la tecnica che uso oggi in tutti i casi. In entrambe si asportano poche decine di micron, e il vantaggio è sempre lo stesso: non si sostituisce tessuto.
Quando servono
Il dolore acuto al risveglio che torna ogni poche settimane, spesso anni dopo un graffio. La PTK rimuove lo strato che non aderisce e interrompe il ciclo: è una delle indicazioni con la resa migliore.
Distrofie corneali anteriori che accumulano materiale opaco negli strati superficiali, spesso in modo bilaterale e simmetrico.
Esiti di infezioni, traumi o corpi estranei confinati ai primi strati corneali.
Cheratopatia a bandelletta e alterazioni croniche della membrana di Bowman, tipiche di occhi con lunga storia infiammatoria.
Qui entra la SCTK: cheratoconi decentrati e stabilizzati, esiti di trapianto, superfici deformate da traumi o da vecchi interventi.
Una superficie troppo irregolare fa uscire o decentrare anche le lenti rigide. Regolarizzarla spesso le rende di nuovo utilizzabili.
Cosa può fare, e cosa no
Questo è l'equivoco più frequente, e vale la pena chiarirlo prima di tutto il resto: la SCTK non è un intervento per togliere gli occhiali. Il suo obiettivo non è correggere le diottrie ma restituire una superficie ottica regolare, su cui una correzione possa finalmente funzionare.
La differenza si capisce meglio così: chi ha una cornea irregolare non vede male perché gli manca una lente, ma perché la luce che entra viene scomposta in modo disordinato. Nessun occhiale può compensarlo, perché una lente ha due assi e la deformazione ne ha molti. Rendere regolare quella superficie significa restituire all'occhio un difetto correggibile — con occhiali, con una lente a contatto e, in casi selezionati e a distanza, con un trattamento refrattivo.
Il secondo punto riguarda il tessuto: il laser asporta, quindi assottiglia. Su una cornea già sottile o ancora in evoluzione questo non è praticabile. Per questo la SCTK si esegue solo su cornee stabilizzate — nel cheratocono, dopo il cross-linking — e con uno spessore residuo sufficiente, misurato in anticipo.
Prima del trapianto, non al posto delle lenti
Il principio che guida tutta la chirurgia corneale moderna è sostituire il meno tessuto possibile. PTK e SCTK stanno esattamente nel mezzo di quella scala.
Le lenti rigide o sclerali
Se una lente rigida restituisce una buona vista, il problema è risolto senza chirurgia. È il primo tentativo, ed è anche il test diagnostico più informativo: se con la lente vedi bene, il tessuto sottostante è sano e il problema è solo geometrico.
PTK e SCTK
Quando le lenti non sono tollerate o non si applicano più, e l'alterazione è superficiale o la superficie è irregolare. In molti casi rendono di nuovo applicabile una lente, oppure migliorano la qualità ottica al punto da rimandare il trapianto di anni. Talvolta lo evitano del tutto.
Il trapianto lamellare
Quando l'opacità è profonda o la cornea troppo sottile, si passa alla DALK. Aver eseguito prima una PTK o una SCTK non preclude nulla: sono trattamenti che non bruciano le opzioni successive.
Quanto costa
Il preventivo dipende dalla complessità del caso, e viene formulato dopo la valutazione strumentale completa — topografia, tomografia, pachimetria e OCT del segmento anteriore. Trattandosi di una procedura terapeutica e non refrattiva, la valutazione stabilisce anche il regime in cui può essere eseguita.
Le domande che mi fanno sempre
Spesso basta regolarizzare la superficie.
Prima di parlare di trapianto vale la pena misurare quanto è profonda l'alterazione e provare una lente rigida. In mezz'ora si capisce se esiste un'alternativa. Porta tutti gli esami che hai.
Il Dott. Luca Pagano è responsabile del Centro Cornea e Trapianti di Cornea di Humanitas, a Milano, e opera presso l'Istituto Clinico Humanitas. Dal 2023 è inoltre tra i responsabili dei programmi Humanitas di chirurgia della cataratta con lenti premium e di chirurgia refrattiva.
Ha eseguito più di 500 trapianti di cornea, oltre 1.000 trattamenti di cross-linking e oltre 5.000 interventi di cataratta. È Fellow of the European Board of Ophthalmology (FEBO), docente di Humanitas University e autore di oltre 60 pubblicazioni scientifiche peer-reviewed, in prevalenza sulla cornea.
Chi sono →Per approfondire: Secondo parere oculistico · Centro Cornea e Trapianti a Milano · Cicatrici e opacità corneali