Centro Cornea · Milano

Il laser che cura,
non quello che corregge.

PTK e SCTK usano il laser ad eccimeri per rimuovere opacità superficiali e restituire una superficie corneale regolare. In molti casi bastano a evitare o rimandare un trapianto. Il Dott. Luca Pagano è responsabile del Centro Cornea e Trapianti di Cornea di Humanitas.

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In breve

PTK e SCTK in trenta secondi

Il laser ad eccimeri è lo stesso strumento della chirurgia refrattiva, ma qui l'obiettivo è diverso: non si tolgono diottrie, si toglie ciò che rende la cornea opaca o irregolare. La sigla PTK sta per cheratectomia fototerapeutica; la SCTK ne è l'evoluzione personalizzata.

La SCTK è l'evoluzione della PTK, e la differenza sta tutta in una parola: sequenziale. Nella PTK il laser esegue un'unica ablazione, sostanzialmente uniforme. Nella SCTK il trattamento è guidato dalla topografia di quell'occhio e viene verificato durante l'intervento stesso: si esegue un primo passaggio, si ricontrolla il risultato sul momento e, se la superficie non è ancora regolare, se ne esegue un altro, e poi un altro ancora, fino ad arrivare dove serve.

È tecnicamente più impegnativa, perché richiede più passaggi di ablazione e un controllo continuo in sala: è la tecnica che uso oggi in tutti i casi. In entrambe si asportano poche decine di micron, e il vantaggio è sempre lo stesso: non si sostituisce tessuto.

PTK e SCTK · in 4 passaggi
Anestesia
Topica, solo gocce · indolore durante la procedura
Durata
Pochi minuti per occhio · ambulatoriale, senza ricovero
Tessuto asportato
Poche decine di micron · lo spessore residuo si verifica prima con pachimetria e tomografia
Dopo
Lente terapeutica per alcuni giorni · fastidio e fotofobia nelle prime 48-72 ore
Recupero visivo
Progressivo nell'arco di settimane, mentre la superficie si assesta
Passaggi
Un solo intervento · nella SCTK le ablazioni si ripetono nella stessa seduta, fino al risultato
Le indicazioni

Quando servono

Erosioni corneali ricorrenti

Il dolore acuto al risveglio che torna ogni poche settimane, spesso anni dopo un graffio. La PTK rimuove lo strato che non aderisce e interrompe il ciclo: è una delle indicazioni con la resa migliore.

Distrofie con depositi

Distrofie corneali anteriori che accumulano materiale opaco negli strati superficiali, spesso in modo bilaterale e simmetrico.

Cicatrici superficiali

Esiti di infezioni, traumi o corpi estranei confinati ai primi strati corneali.

Degenerazioni e depositi calcarei

Cheratopatia a bandelletta e alterazioni croniche della membrana di Bowman, tipiche di occhi con lunga storia infiammatoria.

Cornee irregolari

Qui entra la SCTK: cheratoconi decentrati e stabilizzati, esiti di trapianto, superfici deformate da traumi o da vecchi interventi.

Quando le lenti non si applicano più

Una superficie troppo irregolare fa uscire o decentrare anche le lenti rigide. Regolarizzarla spesso le rende di nuovo utilizzabili.

Il punto da capire

Cosa può fare, e cosa no

Questo è l'equivoco più frequente, e vale la pena chiarirlo prima di tutto il resto: la SCTK non è un intervento per togliere gli occhiali. Il suo obiettivo non è correggere le diottrie ma restituire una superficie ottica regolare, su cui una correzione possa finalmente funzionare.

La differenza si capisce meglio così: chi ha una cornea irregolare non vede male perché gli manca una lente, ma perché la luce che entra viene scomposta in modo disordinato. Nessun occhiale può compensarlo, perché una lente ha due assi e la deformazione ne ha molti. Rendere regolare quella superficie significa restituire all'occhio un difetto correggibile — con occhiali, con una lente a contatto e, in casi selezionati e a distanza, con un trattamento refrattivo.

Il secondo punto riguarda il tessuto: il laser asporta, quindi assottiglia. Su una cornea già sottile o ancora in evoluzione questo non è praticabile. Per questo la SCTK si esegue solo su cornee stabilizzate — nel cheratocono, dopo il cross-linking — e con uno spessore residuo sufficiente, misurato in anticipo.

Dove si colloca

Prima del trapianto, non al posto delle lenti

Il principio che guida tutta la chirurgia corneale moderna è sostituire il meno tessuto possibile. PTK e SCTK stanno esattamente nel mezzo di quella scala.

Prima

Le lenti rigide o sclerali

Se una lente rigida restituisce una buona vista, il problema è risolto senza chirurgia. È il primo tentativo, ed è anche il test diagnostico più informativo: se con la lente vedi bene, il tessuto sottostante è sano e il problema è solo geometrico.

Qui

PTK e SCTK

Quando le lenti non sono tollerate o non si applicano più, e l'alterazione è superficiale o la superficie è irregolare. In molti casi rendono di nuovo applicabile una lente, oppure migliorano la qualità ottica al punto da rimandare il trapianto di anni. Talvolta lo evitano del tutto.

Dopo, se serve

Il trapianto lamellare

Quando l'opacità è profonda o la cornea troppo sottile, si passa alla DALK. Aver eseguito prima una PTK o una SCTK non preclude nulla: sono trattamenti che non bruciano le opzioni successive.

Il trapianto DALK →

Costi

Quanto costa

Il preventivo dipende dalla complessità del caso, e viene formulato dopo la valutazione strumentale completa — topografia, tomografia, pachimetria e OCT del segmento anteriore. Trattandosi di una procedura terapeutica e non refrattiva, la valutazione stabilisce anche il regime in cui può essere eseguita.

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Domande frequenti

Le domande che mi fanno sempre

La SCTK è l'evoluzione della PTK. Nella PTK il laser esegue un'unica ablazione sostanzialmente uniforme. Nella SCTK il trattamento è guidato dalla topografia del singolo occhio e soprattutto è sequenziale: il risultato viene verificato durante l'intervento e, se la superficie non è ancora regolare, si esegue un ulteriore passaggio di ablazione. Richiede più tempo e più controlli, ed è la tecnica che utilizzo oggi in tutti i casi. Si esegue in una sola seduta. La parola “sequenziale” non indica più interventi a distanza, ma i passaggi di ablazione all'interno dello stesso intervento: si tratta, si verifica il risultato sul momento e, se la superficie non è ancora regolare, si esegue un altro passaggio. È ciò che rende la SCTK più impegnativa della PTK, e più precisa.
No, e non è il suo scopo. Serve a restituire una superficie regolare, non a eliminare le diottrie: dopo il trattamento servirà verosimilmente ancora una correzione, ma finalmente sarà una correzione che funziona. In casi selezionati, a cornea stabilizzata e a distanza, si può valutare in un secondo tempo un trattamento refrattivo. Un effetto atteso è uno spostamento verso l'ipermetropia, perché asportare tessuto al centro appiattisce leggermente la cornea. Non è una sorpresa: si mette in conto nel piano di trattamento e si compensa poi con la correzione ottica. La qualità visiva complessiva, che è l'obiettivo, migliora.
Durante la procedura no: si esegue con sole gocce anestetiche. Nei giorni successivi il decorso somiglia a quello di una PRK, perché l'epitelio deve ricrescere: 48-72 ore di bruciore e fotofobia, gestiti con una lente a contatto terapeutica e colliri. Poi migliora rapidamente. Le erosioni ricorrenti sono una delle indicazioni con la resa migliore. Il dolore acuto al risveglio deriva da un epitelio che non aderisce alla membrana sottostante, spesso anni dopo un graffio banale. La PTK rimuove lo strato irregolare e permette una riadesione stabile, interrompendo il ciclo di recidive.
Sì, ed è la richiesta più frequente che ricevo su questo tema. La domanda da porsi è se l'alterazione sia davvero così profonda da richiedere la sostituzione del tessuto. Servono tomografia, topografia e OCT del segmento anteriore, e la prova con lente rigida: in mezz'ora si capisce se esiste un'alternativa. Porta tutti gli esami che hai, comprese le immagini della lesione originaria. In una parte dei casi la SCTK evita il trapianto, in altri lo rimanda di anni, che è comunque un risultato importante: significa arrivare al trapianto più tardi, o non arrivarci mai. E se un domani servisse, aver eseguito prima una PTK o una SCTK non lo rende più difficile.

Spesso basta regolarizzare la superficie.

Prima di parlare di trapianto vale la pena misurare quanto è profonda l'alterazione e provare una lente rigida. In mezz'ora si capisce se esiste un'alternativa. Porta tutti gli esami che hai.

Il Dott. Luca Pagano è responsabile del Centro Cornea e Trapianti di Cornea di Humanitas, a Milano, e opera presso l'Istituto Clinico Humanitas. Dal 2023 è inoltre tra i responsabili dei programmi Humanitas di chirurgia della cataratta con lenti premium e di chirurgia refrattiva.

Ha eseguito più di 500 trapianti di cornea, oltre 1.000 trattamenti di cross-linking e oltre 5.000 interventi di cataratta. È Fellow of the European Board of Ophthalmology (FEBO), docente di Humanitas University e autore di oltre 60 pubblicazioni scientifiche peer-reviewed, in prevalenza sulla cornea.

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Per approfondire: Secondo parere oculistico · Centro Cornea e Trapianti a Milano · Cicatrici e opacità corneali

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