Rivedi annebbiato
dopo l'intervento di cataratta?
Non è la cataratta che “torna”: è la capsula che sostiene la lente che si opacizza. Si risolve con la capsulotomia YAG, una procedura di pochi minuti, indolore e definitiva. Ora la eseguo anche nel mio studio di Senago.
La cataratta secondaria in trenta secondi
Durante l'intervento di cataratta il cristallino opaco viene rimosso, ma si conserva la capsula che lo conteneva: un involucro trasparente e sottilissimo che accoglie la lente artificiale e la tiene in posizione. Nei mesi o negli anni successivi quella capsula può opacizzarsi, e la vista torna progressivamente annebbiata.
La chiamano “cataratta secondaria”, ma il nome inganna: la cataratta non ricresce, e la lente impiantata non si è rovinata. Si risolve con la capsulotomia YAG, un laser che apre una finestra nella capsula opacizzata. Dura pochi minuti, non si entra in sala operatoria, non fa male e non si ripete: una volta aperta, la capsula resta aperta per sempre.
Come te ne accorgi
Il quadro tipico è una persona che dopo l'intervento vedeva benissimo e che, mesi o anni dopo, torna lentamente indietro. Spesso viene attribuito all'età o a “occhiali da cambiare”.
Un annebbiamento graduale che ricorda molto quello che avevi prima di operarti. È il motivo per cui quasi tutti pensano che la cataratta sia tornata.
Il sole basso, i fari contromano e le luci notturne danno molto più fastidio di prima: la capsula opaca diffonde la luce.
I colori sembrano meno vivi e leggere richiede più luce, anche quando il decimo misurato è ancora discreto.
Cambiare gradazione non serve, perché il problema non è di messa a fuoco ma di trasparenza.
Chi ha una lente EDOF o multifocale percepisce anche un'opacizzazione lieve, perché quelle ottiche sono più sensibili alla perdita di contrasto.
L'opacizzazione non procede allo stesso ritmo nei due occhi: spesso si nota chiudendone uno per volta.
Non è una complicanza
Alcune cellule del cristallino restano fisiologicamente adese alla capsula dopo l'intervento e col tempo possono proliferare, rendendola meno trasparente. È un processo biologico e prevedibile, non un errore chirurgico e non un difetto della lente impiantata: interessa una quota significativa delle persone operate, e la probabilità aumenta con gli anni trascorsi dall'intervento.
Può comparire dopo pochi mesi o dopo dieci anni, ed è più frequente nei pazienti operati in giovane età, in chi ha subito infiammazioni intraoculari e in alcune situazioni anatomiche particolari. In ogni caso si risolve una volta sola: la finestra aperta dal laser non si richiude.
La capsulotomia YAG
Il laser YAG concentra impulsi brevissimi su un punto preciso e apre una finestra circolare al centro della capsula opacizzata, lasciando intatto tutto il resto: la lente impiantata non viene toccata, né spostata, né sostituita. Non ci sono incisioni e non si entra in sala operatoria.
Ora anche nello studio di Senago
Ho installato nel mio studio di Senago un laser YAG/SLT di ultima generazione. Significa che la capsulotomia non richiede più necessariamente un passaggio ospedaliero: la valutazione e la procedura si possono fare nella stessa seduta, nei tempi che decidiamo insieme, e chi ti visita è la stessa persona che esegue il trattamento.
È il tipo di procedura in cui questo cambia molto: sono pochi minuti di laser che restituiscono la vista che avevi dopo l'intervento di cataratta, e non ha senso che restino in attesa per mesi. Resta naturalmente possibile eseguirla presso l'Istituto Clinico Humanitas quando è la strada che preferisci.
Rischi e limiti
È una procedura molto sicura, ma non è priva di conseguenze e vale la pena conoscerle prima. Nei giorni successivi è comune vedere qualche corpo mobile in più — frammenti di capsula che fluttuano nel vitreo e che il cervello impara a ignorare nel giro di settimane. Può esserci un rialzo transitorio della pressione oculare, che si controlla dopo la procedura. Più raramente sono descritti edema maculare e, in una piccolissima quota di casi, rotture o distacco di retina, motivo per cui l'esame della retina periferica fa parte della valutazione preliminare.
Detto questo, c'è un aspetto che tranquillizza quasi tutti: è una procedura definitiva. Non esiste una “cataratta terziaria”: la finestra aperta nella capsula non si richiude, il tessuto non ricresce e il trattamento non va ripetuto. Chiuso questo capitolo, resta chiuso. L'unica cosa che non ha senso fare è la capsulotomia “per prevenzione” su una capsula ancora limpida: si interviene quando l'opacizzazione disturba davvero la vista.
Quanto costa
Il costo, indicato nella pagina Prezzi, comprende la procedura e il controllo successivo. La valutazione preliminare, con gli esami necessari a stabilire l'indicazione, è a parte e viene concordata in fase di prenotazione.
Le domande che mi fanno sempre
Pochi minuti, e torni a vedere come prima.
Se dopo l'intervento di cataratta la vista si è velata di nuovo, una valutazione stabilisce se dipende dalla capsula. La capsulotomia si esegue anche nello studio di Senago, nella stessa seduta.
Il Dott. Luca Pagano è responsabile del Centro Cornea e Trapianti di Cornea di Humanitas, a Milano, e opera presso l'Istituto Clinico Humanitas. Dal 2023 è inoltre tra i responsabili dei programmi Humanitas di chirurgia della cataratta con lenti premium e di chirurgia refrattiva.
Ha eseguito oltre 5.000 interventi di cataratta, più di 500 trapianti di cornea e oltre 1.000 trattamenti di cross-linking. È Fellow of the European Board of Ophthalmology (FEBO), docente di Humanitas University e autore di oltre 60 pubblicazioni scientifiche peer-reviewed. I trattamenti laser ambulatoriali si eseguono anche nello studio di Senago, dotato di laser YAG/SLT di ultima generazione.
Chi sono →Per approfondire: L'intervento di cataratta · Lenti intraoculari premium · Cataratta dopo la chirurgia refrattiva