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Centro Cornea · Milano

Cicatrici e opacità
della cornea.

Un'infezione, un trauma, un'ulcera guarita male: quando la cornea si opacizza o resta irregolare, la vista non si corregge più con gli occhiali. Spesso non serve un trapianto — basta regolarizzare la superficie. Il Dott. Luca Pagano è responsabile del Centro Cornea e Trapianti di Cornea di Humanitas.

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In breve

Le opacità corneali in trenta secondi

La cornea è trasparente perché le sue fibre di collagene sono disposte in modo estremamente ordinato. Quando guarisce da un'infezione, da un trauma o da un'ulcera, il tessuto di riparazione è disordinato: resta una cicatrice che diffonde la luce invece di lasciarla passare, e spesso deforma anche la superficie.

Ne derivano due problemi distinti, che si trattano in modo diverso: l'opacità — la luce si disperde, la vista è velata — e l'irregolarità — la superficie non è più liscia, e gli occhiali non riescono a correggere. La buona notizia è che in molti casi non serve sostituire la cornea: basta regolarizzarne la superficie o rimuovere lo strato alterato.

Da dove vengono

Le cause

Infezioni corneali

Cheratiti batteriche, erpetiche o da lenti a contatto. Un'ulcera guarita lascia quasi sempre un'opacità residua, tanto più densa quanto più profonda era.

Traumi e corpi estranei

Schegge metalliche, abrasioni profonde, ferite penetranti. Anche una rimozione non pulita di un corpo estraneo può lasciare una cicatrice centrale.

Causticazioni

Sostanze chimiche, soprattutto alcaline: sono fra le lesioni più gravi perché danneggiano anche le cellule staminali del limbus.

Esiti di chirurgia

Cicatrici da suture, opacità da precedenti trapianti, esiti di interventi refrattivi datati.

Distrofie corneali

Alcune distrofie depositano progressivamente materiale opaco negli strati anteriori, spesso in modo bilaterale e simmetrico.

Degenerazioni superficiali

Depositi calcarei o alterazioni croniche della membrana di Bowman, tipiche di occhi con lunga storia di infiammazione.

La valutazione

Quanto è profonda

Tutto il ragionamento terapeutico ruota attorno a una sola domanda: a che profondità si trova l'opacità. Una cicatrice superficiale, confinata ai primi strati, si può rimuovere o levigare con il laser senza toccare il resto. Una cicatrice profonda, che attraversa lo stroma, richiede di sostituire tessuto.

Tomografia corneale
Misura profondità ed estensione dell'opacità, e lo spessore residuo disponibile
Topografia
Quantifica l'irregolarità della superficie: è ciò che rende inutili gli occhiali
OCT del segmento anteriore
Sezione ad alta risoluzione: dice esattamente dove finisce la cicatrice
Prova con lente rigida
Se la vista migliora molto, il problema è la forma; se non migliora, è l'opacità

Quell'ultima prova è la più informativa di tutte, e costa cinque minuti: applicare una lente a contatto rigida annulla l'irregolarità della superficie. Se la vista sale, sappiamo che il tessuto sottostante è sano e che il problema è geometrico — risolvibile senza trapianto.

Le soluzioni

Dal meno al più invasivo

Il principio è semplice: sostituire il meno tessuto possibile. Ogni gradino si affronta solo se il precedente non basta.

Primo gradino

Lenti rigide o sclerali

Quando il problema principale è l'irregolarità e non l'opacità, una lente rigida gas-permeabile o sclerale crea una nuova superficie ottica davanti alla cornea deformata. Non è un ripiego: in molti casi restituisce una qualità visiva che nessun intervento chirurgico raggiungerebbe, e non comporta alcun rischio.

Opacità superficiali

PTK — cheratectomia fototerapeutica

Il laser ad eccimeri asporta con precisione micrometrica lo strato alterato più superficiale, insieme ai depositi e alle irregolarità della membrana di Bowman. Si usa per cicatrici superficiali, degenerazioni con depositi e per le erosioni corneali ricorrenti, dove ha anche un effetto sul dolore. Il tessuto asportato è minimo, di poche decine di micron.

Cornee molto irregolari

SCTK — cheratectomia terapeutica personalizzata

È l'evoluzione della PTK, ed è la tecnica che uso nei casi più complessi. Invece di asportare uno strato uniforme, il trattamento è guidato dalla topografia del singolo occhio e viene eseguito in passaggi successivi, ciascuno calcolato per correggere le irregolarità residue misurate dopo il precedente. L'obiettivo non è correggere le diottrie ma restituire una superficie regolare: spesso questo basta per tornare a portare una lente a contatto, o per rimandare — a volte evitare — un trapianto.

Cicatrici profonde

Trapianto lamellare DALK

Quando l'opacità interessa lo stroma in profondità ma l'endotelio è sano, la DALK sostituisce solo gli strati anteriori e lascia in sede l'endotelio del paziente: il rischio di rigetto si riduce nettamente e il trapianto dura più a lungo. È la soluzione di riferimento per la maggior parte delle cicatrici profonde post-infettive e post-traumatiche.

Il trapianto DALK →

A tutto spessore

Cheratoplastica perforante

Riservata ai casi in cui anche l'endotelio è compromesso, o quando la cicatrice attraversa l'intero spessore. Sostituisce tutti gli strati e comporta un rischio di rigetto maggiore e un recupero più lungo. È oggi molto meno frequente di un tempo, proprio perché le tecniche lamellari coprono la maggior parte delle situazioni.

Un chiarimento

Non tutte le cicatrici vanno trattate

Una cicatrice periferica, lontana dall'asse visivo, può essere ben visibile allo specchio e non disturbare per nulla la vista: in quel caso non c'è alcuna ragione clinica per intervenire. Anche opacità centrali molto tenui possono essere del tutto compatibili con una vista buona.

La domanda che guida la decisione non è “c'è una cicatrice?” ma “quanto ti limita?”. E prima di qualunque chirurgia va escluso che il calo visivo dipenda da altro — cataratta, retina, nervo ottico: operare la cornea di un occhio che vede poco per un altro motivo non porta alcun beneficio, ed è un errore che si evita solo guardando tutto l'occhio prima di decidere.

Costi

SSN o privato

Il trapianto di cornea, nelle sue diverse tecniche, è erogabile dal Servizio Sanitario Nazionale in presenza dei criteri clinici, con le liste d'attesa che ne conseguono. Per PTK e SCTK il preventivo dipende dalla complessità del caso e dal numero di passaggi previsti, e viene formulato dopo la valutazione strumentale completa.

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Domande frequenti

Le domande che mi fanno sempre

Nei mesi successivi a una lesione l'opacità tende a schiarirsi parzialmente, e talvolta il miglioramento è notevole. Per questo, salvo urgenze, si attendono in genere alcuni mesi prima di decidere qualsiasi intervento: si opera sulla cicatrice definitiva, non su quella in evoluzione. Una cicatrice stabilizzata, però, non si riassorbe più. In genere si attendono almeno sei mesi dalla guarigione completa, perché l'opacità continua a rimodellarsi e spesso migliora spontaneamente. Nelle cheratiti erpetiche l'attesa è ancora più importante: serve un periodo prolungato senza recidive, e la copertura antivirale va gestita anche in previsione dell'intervento.
No, e nella maggior parte dei casi non serve. Se l'opacità è superficiale la PTK può rimuoverla; se il problema è l'irregolarità della superficie, una lente rigida o la SCTK risolvono senza sostituire tessuto. Il trapianto entra in gioco quando la cicatrice è profonda e coinvolge gran parte dello stroma. Se ti è stato proposto un trapianto, un secondo parere ha senso: è una delle richieste più frequenti che ricevo su questa patologia. La domanda da porsi è se la cicatrice sia davvero così profonda da richiedere la sostituzione del tessuto, o se una PTK, una SCTK o una lente dedicata possano bastare. Serve materiale: porta tutti gli esami, comprese le immagini fatte al momento della lesione originaria.
La PTK asporta uno strato sostanzialmente uniforme di tessuto superficiale, ed è ideale per depositi e opacità anteriori. La SCTK è guidata dalla topografia del singolo occhio ed è eseguita in passaggi successivi, ciascuno calcolato sulle irregolarità residue: serve a regolarizzare una superficie deformata, non solo a rimuovere un'opacità. Correggere le diottrie non è il suo scopo. La SCTK punta a restituire una superficie regolare, non a eliminare le diottrie: dopo il trattamento servirà verosimilmente ancora una correzione, ma finalmente sarà una correzione che funziona. In alcuni casi selezionati, una volta stabilizzata la cornea, si può valutare in un secondo tempo un trattamento refrattivo.
Perché una lente da occhiale può compensare solo difetti regolari. Se la superficie corneale è deformata in modo asimmetrico, una parte dell'errore ottico resta comunque. È il motivo per cui, in questi occhi, una lente a contatto rigida spesso fa vedere molto meglio di qualsiasi occhiale. Se invece vedi bene, non serve fare nulla: una cicatrice che non interessa l'asse visivo può essere evidente allo specchio e del tutto irrilevante per la vista. In quel caso l'unica cosa sensata è un controllo periodico. Il criterio non è l'aspetto, ma quanto la cicatrice limita davvero quello che fai.

Spesso non serve sostituire la cornea.

Prima di parlare di trapianto vale la pena misurare quanto è profonda l'opacità e quanto pesa l'irregolarità della superficie. Porta tutti gli esami che hai, comprese le immagini della lesione originaria.

Il Dott. Luca Pagano è responsabile del Centro Cornea e Trapianti di Cornea di Humanitas, a Milano, e opera presso l'Istituto Clinico Humanitas. Dal 2023 è inoltre tra i responsabili dei programmi Humanitas di chirurgia della cataratta con lenti premium e di chirurgia refrattiva.

Ha eseguito più di 500 trapianti di cornea, oltre 1.000 trattamenti di cross-linking e oltre 5.000 interventi di cataratta. È Fellow of the European Board of Ophthalmology (FEBO), docente di Humanitas University e autore di oltre 60 pubblicazioni scientifiche peer-reviewed, in prevalenza sulla cornea.

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Per approfondire: Secondo parere oculistico · PTK e SCTK: la procedura · Centro Cornea e Trapianti a Milano

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