Per la distrofia di Fuchs e lo scompenso corneale, la DMEK sostituisce solo lo strato più interno della cornea — 15 micron di spessore. Recupero visivo in 2 settimane, senza suture, con rischio di rigetto inferiore all'1%.
La DMEK (Descemet Membrane Endothelial Keratoplasty) è la forma più avanzata di trapianto di cornea selettivo. Viene trapiantato solo lo strato più interno della cornea — la membrana di Descemet con il suo endotelio — uno strato di circa 15 micron (0,015 mm). È indicata per le distrofie endoteliali, prima fra tutte la distrofia di Fuchs. La lamella è tenuta in sede da una bolla di gas, senza alcuna sutura.
Quando serve
Quando le cellule endoteliali si deteriorano.
L'endotelio corneale è uno strato di cellule sulla faccia interna della cornea che la mantiene trasparente, pompando fuori l'acqua che tende ad accumularsi. Queste cellule non si rigenerano: quando si riducono sotto una soglia critica, la cornea si gonfia e diventa opaca.
Le cause principali sono la distrofia di Fuchs (la più comune — genetica, bilaterale, progressiva) e il danno endoteliale da precedenti interventi oculari.
Sintomi tipici: visione offuscata al mattino che migliora nel corso della giornata, sensazione di "occhio velato", fotofobia, aloni attorno alle luci. Nei casi avanzati la visione peggiora permanentemente.
La procedura
Come si svolge
Rispetto al trapianto tradizionale a tutto spessore (PKP), la DMEK offre vantaggi straordinari: recupero visivo in 2 settimane, con il massimo entro il primo mese; qualità ottica superiore; rischio di rigetto inferiore all'1% riportato in letteratura; nessuna sutura sulla superficie dell'occhio.
La lamella viene tenuta in sede da una bolla di gas — una soluzione che elimina i punti di sutura. L'unica richiesta al paziente è di stare sdraiato sulla schiena per 3 giorni dopo l'intervento: è la condizione che permette al trapianto di attaccarsi perfettamente.
Importante: la DMEK è indicata per le distrofie endoteliali (Fuchs, insufficienza da chirurgia). Non è indicata per il cheratocono, che ha un endotelio sano e richiede invece una tecnica diversa (la DALK).
Il confronto
DMEK vs trapianto tradizionale (PKP)
PKP
DMEK
Tessuto trapiantato
Intera cornea
Solo endotelio
Suture
Sì — rimovibili in anni
No
Recupero visivo
12–24 mesi
2 settimane – 1 mese
Rischio rigetto
Alto
Inferiore all'1%
Qualità visiva
Variabile
Eccellente
Il Dott. Pagano ha eseguito oltre 200 trapianti di cornea tra DALK e DMEK durante la formazione a Liverpool.
Domande frequenti
Domande frequenti
La DMEK va bene per il cheratocono?
+
No. La DMEK sostituisce l'endotelio, ma nel cheratocono l'endotelio è sano: serve invece la DALK, che sostituisce lo stroma. La DMEK è per le distrofie endoteliali come la distrofia di Fuchs.
Quando è il momento giusto per fare la DMEK?
+
Il timing è fondamentale. Nelle prime fasi dello scompenso corneale la cornea è ripiena di liquido ma il tessuto è ancora integro: se agiamo in questa fase la situazione è completamente reversibile e dopo la DMEK il paziente torna a vedere 10/10. Se aspettiamo, quel liquido innesca processi fibrotici e cicatriziali non più reversibili. Il momento ottimale è quando la qualità visiva impatta sulla vita quotidiana e i colliri ipertonici non bastano più, ben prima che la cornea cicatrizzi. Durante le visite eseguo la conta delle cellule endoteliali con il microscopio speculare per monitorare l'evoluzione.
Come devo posizionarmi dopo l'intervento?
+
Il lembo endoteliale non viene fissato con suture, ma mantenuto in sede da una piccola bolla d'aria iniettata nell'occhio. La bolla sale verso l'alto e, se si è sdraiati sulla schiena, preme il lembo contro la cornea favorendone l'attecchimento. Per i primi 3 giorni occorre mantenere la posizione supina per almeno 50 minuti ogni ora, anche di notte. È impegnativo, ma è il fattore che più di ogni altro determina un buon attecchimento. La bolla si riassorbe spontaneamente in qualche giorno.
Quanto tempo ci vuole per recuperare la vista?
+
Il recupero è più rapido del trapianto tradizionale, ma non immediato. Nelle prime settimane la vista è offuscata mentre il lembo si assesta. La maggior parte dei pazienti raggiunge una visione utile entro 4–6 settimane e il visus si stabilizza entro 3 mesi. La velocità dipende da quanto era compromessa la cornea: per questo è importante non aspettare troppo.
Quanto dura il trapianto? Può essere rigettato?
+
Un trapianto DMEK riuscito è potenzialmente permanente, anche se le cellule endoteliali si riducono lentamente nel tempo come in ogni occhio. Il rischio di rigetto con DMEK è bassissimo, molto inferiore al PKP tradizionale (10–20%). In caso di rigetto una terapia steroidea tempestiva è spesso in grado di invertire l'episodio: per questo la compliance alla terapia cortisonica post-operatoria è fondamentale.
Cosa succede se il lembo non si attacca?
+
In una percentuale minoritaria di casi il lembo può non aderire completamente (distacco parziale). In questi casi si esegue un rebubbling: una breve procedura ambulatoriale in cui si inietta nuovamente aria per riposizionare il lembo. Non si tratta di rifare l'intervento. L'aderenza al posizionamento supino nei primi giorni è la misura più efficace per ridurre questo rischio.
Ho anche la cataratta. Si possono fare i due interventi insieme?
+
Sì. Quando sono presenti sia una distrofia endoteliale sia una cataratta, è possibile combinare i due interventi in un'unica seduta: rimozione della cataratta con impianto di lente intraoculare e DMEK contestuale. Questa scelta, valutata caso per caso, evita al paziente una seconda procedura.
Se soffri di distrofia di Fuchs o di uno scompenso corneale, una valutazione stabilisce se e quando la DMEK è la scelta giusta — con tempi di recupero e percorso chiari.