Nevo Coroideale
Una macchia pigmentata nella parte posteriore dell'occhio, analoga a un neo della pelle. Quasi sempre benigna, ma richiede follow-up fotografico regolare per escludere la trasformazione in melanoma.
Il nevo coroideale è una lesione pigmentata benigna della coroide — il tessuto vascolare sotto la retina — composta da melanociti aggregati. È una delle lesioni del fondo oculare più frequentemente scoperte durante una visita di routine: la prevalenza nella popolazione adulta caucasea è stimata intorno all'8-10%. La grande maggioranza rimane stabile nel tempo e non causa alcun problema visivo. È, in sostanza, il corrispettivo oculare di un neo cutaneo.
Il problema clinico centrale è la diagnosi differenziale con il melanoma coroideale in fase iniziale, che può avere un aspetto simile. I criteri che aumentano il sospetto di trasformazione sono riassunti nell'acronimo TFSOM-HUM: spessore superiore a 2 mm, fluido sottoretinico, sintomi visivi, pigmento arancione, margine vicino al nervo ottico, assenza di alone depigmentato, assenza di drusen. La presenza di anche un solo fattore indica la necessità di approfondimento urgente.
Per i nevi a basso rischio il follow-up standard prevede fotografare la lesione al momento della scoperta e ripetere retinografia e OCT ogni 12-24 mesi per documentare la stabilità. I nevi con fattori di rischio vengono controllati più frequentemente o inviati all'oncologo oculista. Non esiste un trattamento per il nevo benigno stabile; il trattamento è indicato solo in caso di trasformazione maligna accertata.
Una precisazione, perché è la domanda più frequente: il nevo coroideale non si asporta. Non esiste — e non sarebbe indicata — una procedura per rimuovere un nevo benigno stabile: la gestione corretta consiste nel documentarlo e nel controllarlo nel tempo con retinografia e OCT.
Quando emergono fattori di rischio di trasformazione, il riferimento non è il chirurgo del segmento anteriore ma l'oncologo oculare, ed è a un centro di oncologia oculare che questi casi vanno indirizzati. Il Dott. Pagano si occupa di chirurgia della cornea, della cataratta e refrattiva: per il monitoraggio dei nevi coroideali e per la patologia oncologica oculare è opportuno rivolgersi a uno specialista dedicato.
- Nevo diagnosticato da anni senza fotografie di riferimento — richiedere retinografia di baseline
- Crescita documentata rispetto a controlli precedenti — rivalutazione urgente
- Comparsa di fluido sottoretinico o pigmento arancione attorno alla lesione
- Calo visivo o scotoma in paziente con nevo coroideale noto
- Nevo vicino al nervo ottico o alla macula — follow-up più ravvicinato
Un nevo coroideale si controlla nel tempo.
Se ti è stato riscontrato un nevo coroideale, la cosa utile è conservare le immagini e ripetere il controllo agli intervalli indicati. Per il monitoraggio e per l'eventuale approfondimento oncologico è opportuno rivolgersi a un centro di oncologia oculare.
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