Come funziona il laser e cosa corregge
La chirurgia refrattiva laser si basa su un principio semplice: rimodellare la cornea con estrema precisione per correggere il modo in cui l'occhio mette a fuoco le immagini. Tutte e tre le tecniche — PRK, FemtoLASIK e SMILE — lavorano esclusivamente sulla cornea, una struttura esterna e trasparente, senza entrare all'interno dell'occhio.
Il laser utilizzato è l'eccimero, capace di rimuovere frazioni microscopiche di tessuto corneale con una precisione impensabile per qualsiasi strumento meccanico. A seconda del difetto da correggere, il laser appiattisce la cornea (nella miopia), la incurva (nell'ipermetropia) o ne uniforma la superficie (nell'astigmatismo).
I sistemi moderni includono un eye-tracker che segue i movimenti dell'occhio oltre mille volte al secondo, e profili di ablazione personalizzati basati sulla mappatura topografica e aberrometrica dell'occhio. Il risultato è un trattamento su misura per ogni paziente.
Ciò che distingue le tre tecniche non è il "cosa" fanno (tutte correggono lo stesso difetto), ma il "come" raggiungono la cornea — e questo cambia il recupero, i vantaggi e le indicazioni.
Le tre tecniche: PRK, FemtoLASIK e SMILE
PRK: il laser lavora in superficie
La PRK è la tecnica più semplice dal punto di vista concettuale: l'epitelio corneale (lo strato più superficiale) viene rimosso, il laser rimodella la cornea e l'epitelio si rigenera spontaneamente in pochi giorni. Al termine viene applicata una lente a contatto terapeutica che protegge l'occhio durante la guarigione, rimossa dal chirurgo dopo 3-4 giorni.
Il grande vantaggio della PRK è che non prevede la creazione di un flap: la cornea rimane strutturalmente intatta, il che la rende la scelta ideale per cornee sottili, per chi pratica sport di contatto e per le professioni ad alto rischio di trauma. L'uso della mitomicina C durante l'intervento previene efficacemente l'opacità corneale (haze), rendendo la PRK moderna molto affidabile.
Il compromesso: il recupero è più graduale. I primi 2-3 giorni possono essere fastidiosi, e la vista si stabilizza nell'arco di 2-3 mesi.
FemtoLASIK: il gold standard
La FemtoLASIK utilizza due laser in sequenza: un laser a femtosecondi crea un sottile lembo (flap) sulla superficie corneale, il laser eccimero rimodella lo stroma sottostante, poi il flap viene riposizionato. Non servono punti — il flap aderisce naturalmente.
Il vantaggio principale è il recupero estremamente rapido: la vista è già buona il giorno dopo l'intervento, e nell'arco di una settimana è pressoché ottimale. La FemtoLASIK è la tecnica più eseguita al mondo, con un tasso di successo superiore al 98%, e può correggere miopia, ipermetropia e astigmatismo.
Il compromesso: la creazione del flap comporta un taglio più esteso dei nervi corneali, il che rende l'occhio secco post-operatorio più frequente (transitorio nella maggior parte dei casi). Inoltre, richiede una cornea sufficientemente spessa per garantire un adeguato tessuto residuo dopo il flap e l'ablazione.
SMILE: la tecnica più recente
Lo SMILE utilizza un solo laser (femtosecondi) che crea un piccolo disco di tessuto (lenticolo) all'interno della cornea. Il chirurgo lo estrae attraverso una micro-incisione di 2-4 mm — molto più piccola rispetto al flap della FemtoLASIK.
Il vantaggio principale è la minore incidenza di occhio secco: tagliando meno nervi corneali, lo SMILE preserva meglio la sensibilità e il film lacrimale. La biomeccanica corneale è ben conservata, il che lo rende una scelta eccellente anche per chi pratica sport.
Il compromesso: lo SMILE corregge la miopia fino a circa -8 diottrie e l'astigmatismo, ma non può correggere l'ipermetropia. Il recupero è intermedio — più rapido della PRK, leggermente più lento della FemtoLASIK.
Cosa cambia nella pratica: recupero, vantaggi e limiti
Per orientarsi tra le tre tecniche, è utile capire cosa cambia concretamente nell'esperienza del paziente:
Recupero visivo: la FemtoLASIK offre il recupero più rapido (vista buona già il giorno dopo). Lo SMILE richiede qualche giorno in più. La PRK è la più graduale, con una stabilizzazione completa nell'arco di 2-3 mesi — ma il risultato finale è identico.
Fastidio post-operatorio: con FemtoLASIK e SMILE il fastidio è minimo (qualche ora). Con la PRK i primi 2-3 giorni possono essere più impegnativi, ma sono gestibili con la terapia prescritta.
Occhio secco: è l'effetto collaterale più comune della chirurgia refrattiva, e varia tra le tecniche. Lo SMILE è associato alla minor incidenza, seguito dalla PRK, poi dalla FemtoLASIK. In tutti i casi è transitorio e gestibile con lacrime artificiali.
Range di correzione: FemtoLASIK e PRK possono correggere miopia, ipermetropia e astigmatismo. Lo SMILE corregge miopia (fino a circa -8 diottrie) e astigmatismo, ma non l'ipermetropia.
Risultati a lungo termine: tutte e tre le tecniche hanno tassi di successo superiori al 95%, con risultati visivi praticamente sovrapponibili a distanza di 6-12 mesi.
PRK e FemtoLASIK: 3.960€ entrambi gli occhi
SMILE: 5.160€ entrambi gli occhi
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Come si sceglie: la visita pre-operatoria
Non esiste una tecnica migliore in assoluto — esiste la tecnica più adatta per il vostro caso specifico. La scelta dipende dallo spessore corneale, dalla topografia, dal tipo di difetto visivo e dallo stile di vita.
In sintesi: la FemtoLASIK è la scelta naturale per la maggior parte dei pazienti, grazie al recupero rapidissimo e alla versatilità. Lo SMILE è preferibile per chi vuole minimizzare l'occhio secco o pratica sport di contatto. La PRK è la tecnica più sicura quando la cornea è sottile o quando il profilo biomeccanico richiede la massima cautela.
La visita pre-operatoria serve proprio a questo: attraverso una serie di esami approfonditi — pachimetria, topografia, aberrometria, analisi del film lacrimale — si costruisce il profilo completo dell'occhio e si identifica la tecnica che offre il miglior rapporto tra sicurezza e risultato.
Se risultate idonei a più tecniche, ne parliamo insieme: vi spiego i pro e i contro di ciascuna nel vostro caso specifico, e la scelta finale è vostra.
Punti chiave
- La FemtoLASIK è il gold standard per la maggior parte dei pazienti, con il recupero più rapido e la massima versatilità (corregge miopia, ipermetropia e astigmatismo).
- Lo SMILE minimizza l'occhio secco e preserva meglio la biomeccanica corneale — ideale per miopi che vogliono il miglior comfort post-operatorio.
- La PRK è la scelta più sicura per cornee sottili e per chi pratica sport di contatto — il recupero è più graduale, ma il risultato finale è identico.
- Non esiste una tecnica universalmente migliore: è la visita pre-operatoria a determinare quale sia la più adatta al vostro caso specifico.
Riferimenti bibliografici
- Shortt AJ, Allan BD, Evans JR. Laser-assisted in-situ keratomileusis (LASIK) versus photorefractive keratectomy (PRK) for myopia. Cochrane Database Syst Rev. 2013.
- Ganesh S, Brar S, Pawar A. Outcomes of small incision lenticule extraction versus femtosecond laser-assisted LASIK for myopia. J Refract Surg. 2020;36(2):102-109.
- Ang M, Mehta JS, Chan C, et al. Refractive surgery beyond 2020. Eye. 2021;35(2):362-382.