Retinopatia Ipertensiva
L'ipertensione arteriosa non controllata lascia segni visibili sul fondo dell'occhio. La visita oculistica è spesso la prima a rilevare un danno vascolare ipertensivo silente.
La retina è l'unico distretto del corpo in cui è possibile osservare direttamente i piccoli vasi sanguigni senza interventi invasivi. Per questo il fondo oculare fornisce informazioni preziose sullo stato del sistema vascolare in tutto l'organismo. Nell'ipertensione arteriosa cronica i vasi retinici vanno incontro a modificazioni progressive: restringimento e ispessimento delle pareti arteriose, incroci artero-venosi patologici, fino a emorragie retiniche, essudati e, nei casi gravi, edema della papilla ottica.
La classificazione più usata (Keith-Wagener) distingue quattro gradi di gravità. Nei gradi iniziali (I-II) i cambiamenti sono spesso asintomatici e il paziente non avverte nulla. Nei gradi avanzati (III-IV) possono comparire calo visivo, macchie nel campo visivo e — nei casi di ipertensione maligna — perdita visiva acuta con edema papillare bilaterale, che rappresenta un'emergenza medica.
Non esiste un trattamento oculistico specifico: l'obiettivo è il controllo della pressione arteriosa sistemica, che permette parziale regressione delle lesioni meno avanzate. L'oculista ha però un ruolo fondamentale nel monitoraggio del danno d'organo e nella segnalazione al medico curante di segni di ipertensione non adeguatamente controllata.
- Ipertensione arteriosa nota non ben controllata — esame del fondo annuale
- Calo visivo improvviso in soggetto iperteso
- Ipertensione maligna con cefalea intensa e visione offuscata — urgenza
- Referto di fondo oculare con emorragie o essudati — rivalutare terapia antipertensiva
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Una visita oculistica completa è il primo passo per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato.